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L'Inno
di Vittoria fu composto dal maestro Alessandro Barbera e da Francesco
Maganuco che scrisse i versi, in occasione del trecentesimo anniversario
della fondazione della città.
Fu eseguito per la prima volta il 24 aprile 1907 da un coro di bambini
delle scuole elementari, accompagnati dalla banda cittadina diretta
dal maestro Barbera.
Da allora la composizione di Maganuco e Barbera è l'Inno ufficiale
di Vittoria.
Quella che rendiamo disponibile, per gentile concessione degli interpreti,
è una versione recentissima, registrata appositamente per la
città di Vittoria dal Coro Polifonico Ibleo, diretto dal Maestro
Nello Cavallo.
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Il
Testo
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Come
il soave zefiro
di questo april che muore
come il leggero effluvio
della campagna in fiore,
l'eco del nuovo cantico
giunga Colonna a te
l'eco del nuovo cantico
giunga Colonna a te. |
Quando
son già tre secoli
sotto lo scettro ispano
vivea fra morbo e misero
il popolo sicano
tu con materno anelito
vegliavi al suo dolor
tu con materno anelito
vegliavi al suo dolor. |
Pe'
labbri nostri sciogliesi
l'inno alla tua virtude;
or ch'a novello giubilo
il petto a noi si schiude
e a te festante il popolo
consacra la sua fe'
e a te festante il popolo
consacra la sua fe'. |
E
queste plaghe ai poveri
mortali offristi,
e il sole per te sorrise
all'opere di questa
nuova ardita prole
da cui questa progenie
ereditò il valor. |
Sorgi
Vittoria e illumina
del popol tuo la vita
conforto ai nostri gemiti
all'opre nostra unita
luce dei nostri palpiti
resti la tua virtù
luce dei nostri palpiti
resti la tua virtù
la tua virtù, la tua virtù... |
Sorgi
Vittoria e illumina
del popol tuo la vita
conforto ai nostri gemiti
all'opre nostra unita
luce dei nostri palpiti
resti la tua virtù
luce dei nostri palpiti
resti la tua virtù
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