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Arturo Barbante

Il prof. Arturo Barbante è stato nominato Assessore della Giunta Comunale con deleghe al Turismo - Beni e Attività artistiche, culturali, musicali e teatrali - Studi Storici e Tradizioni Popolari - Archivi comunali - Tutela del Liberty, con

© Francesco Cataldo - Francesco Cataldo

Incarichi

  • Assessore presso Giunta comunale

    Data inizio incarico:

    01/01/2026

    Deleghe:

    • Turismo
    • Beni e Attività artistiche, culturali, musicali e teatrali
    • Studi Storici e Tradizioni Popolari
    • Archivi comunali
    • Tutela del Liberty
  • Assessore presso Giunta comunale

    Data inizio incarico:

    01/01/2026

    Deleghe:

    • Turismo
    • Beni e Attività artistiche, culturali, musicali e teatrali
    • Studi Storici e Tradizioni Popolari
    • Archivi comunali
    • Tutela del Liberty

Biografia

Arturo Barbante è nato il 21 agosto 1944 a Vittoria dove vive e opera con studio in Via La Marmora 260/b.

Sin da ragazzo, manifesta una notevole sensibilità artistica ed un innato interesse per i colori. Per questo, all’età di 8 anni, i genitori pensano di avviarlo al mestiere in una delle più rinomate botteghe di pittori di carretti siciliani degli Iblei, quella del vittoriese Angelo Pesente (Burritta), dove impara a preparare i colori e apprende i rudimenti della pittura. Contemporaneamente, approfondisce gli studi teorico-artistici con Filippo Miranda, scultore, scenografo e suo insegnante alle medie.

Dal 1961 al 1964 prosegue gli studi al Liceo artistico di Palermo e perfeziona la sua formazione prima all’Accademia di belle arti di Roma (1965-66), sezione scenografia e, in seguito, all’Accademia di Brera, a Milano (1967-70).

Parallelamente agli studi accademici, si interessa in modo particolare alla tecnica artistica dell’incisione che perfeziona frequentando diversi corsi: quelli tenuti a Roma, da Lino Bianchi Barriviera, all’Accademia di belle arti di Via Ripetta e quelli dell’Accademia Carrara di Bergamo, diretti da Trento Longaretti.

Dal 1965 al 2003, ha insegnato educazione artistica e disegno e storia dell’arte, nelle scuole medie inferiori e superiori (scuole secondarie di primo e secondo grado) della provincia di Bergamo e di Vittoria.

Durante gli anni di studio a Palermo, è stato allievo degli scultori Disma Tumminello e Cosimo Sorgi, del pittore Michele Dixitdomino (Dixit) e del giornalista e critico d’arte Franco Grasso, professore di Lettere e Storia dell’Arte, raffinato intellettuale e protagonista della vita culturale e artistica del capoluogo siciliano. In questo periodo, il giovane Arturo Barbante ha l’occasione di conoscere e seguire artisti di primo piano nel panorama artistico regionale e nazionale, come Renato Guttuso, Corrado Cagli, Carlo Levi, Pietro Consagra, Nino Franchina, Bruno Caruso, Lia Pasqualino Noto, Giovanni Barbera, Santo Marino, Mario Bardi, Pippo e Totò Bonanno e Gigi Martorelli.

Sono, quelli palermitani, anni intensi, di grande ricerca e di profonda emancipazione del linguaggio artistico, vissuti in una continua crescita culturale che lo porteranno – ancora adolescente – a cogliere le novità ideologiche, estetiche e formali delle avanguardie post-futuriste e neo-realiste. Di questi anni è anche la sua prima partecipazione a una mostra collettiva di giovani artisti del liceo artistico palermitano, a Roma, in occasione della quale, è notato da Pier Paolo Pasolini che, successivamente, gli chiederà di ritrarlo mentre lavora alla stesura della sceneggiatura de Il Vangelo secondo Matteo.

A Brera è allievo del siciliano Guido Ballo, storico dell’arte e poeta, e di Tito Bassanesi Varisco, esponente del Movimento Arte Concreta e architetto-scenografo, noto per essere stato anche direttore dell’Allestimento scenico del Teatro alla Scala di Milano e direttore della prestigiosa accademia di belle arti meneghina. Nello stesso periodo, in particolare a Bergamo, città in cui risiede e in cui apre il suo primo studio, in Via Donizetti, espone suoi lavori in diverse mostre collettive e stringe rapporti di amicizia con diversi artisti del panorama lombardo, tra questi, i fratelli Ernesto e Francesco Coter. Nel 1969 allestisce alla Galleria Alexandria di Alessandria una delle sue prime personali.

Al suo rientro in Sicilia, nei primi anni ’70, entra in contatto con le realtà culturali della provincia iblea. Particolarmente importanti sono gli incontri con alcuni artisti dell’aria ipparina: Giuseppe Micieli, Biagio Brancato, Gioacchino Di Stefano, Clemente Fava e Gesualdo Spampinato.

Dal 1972 al 1980, è impegnato anche nella direzione della galleria d’arte Arte Club di Vittoria. In questa veste cura e organizza diverse esposizioni, in particolare di artisti siciliani, con i quali avvierà anche un rapporto di collaborazione e di confronto. Sono anni particolarmente stimolanti sia per la sua attività artistica che per la vita culturale del centro ipparino.

 Molto significativa sarà la mostra dello scultore comisano Antonino Virduzzo, Gran premio alla Biennale di Venezia del 1968, non solo per la caratura dell’artista, ma soprattutto per il ruolo che questo avrà nell’evoluzione del linguaggio artistico di Barbante.

Altre importanti collaborazioni saranno quelle intrattenute con lo scultore Turi Gallo, nel periodo in cui l’artista è a Vittoria per lavorare alla grande scultura dedicata ai caduti di tutte le guerre, che sarà collocata sul Memoriale della Pace di Piazza del Popolo, e con il pittore Emanuele Floridia.

Con quest’ultimo instaurerà un vero e proprio sodalizio che durerà nel tempo e che, in più di un’occasione, li vedrà impegnati nella realizzazione di opere a quattro mani, come Arbor vittorïosa, un albero di grandi dimensioni (315x240 cm), la cui creazione è stata dedicata ai giudici Falcone e Borsellino per la mostra Il canto della terra, tenuta a Gibellina nel 1993.

 Apprezzato medaglista, ha disegnato e modellato la medaglia di bronzo del CCCXC anniversario della fondazione della città di Vittoria (1997), quella d’argento della XX Fiera campionaria Emaia (1986) e quella del giubileo sacerdotale di mons. Giuseppe Calì (2003), coniata in argento e in bronzo; la targa commemorativa dedicata Alle vittime dello squadrismo fascista a Vittoria (2002), posta su una parete dell’androne del Palazzo di Città, le targhe di intitolazione delle scuole Alfredino Fuschi (1998), Francesco Pappalardo (2002), nonché quella della sala culturale dell’ex pescheria Emanuele Mandarà (1996), di Vittoria. Per il Club Nautico di Scoglitti ha modellato il medaglione dedicato a Guido Campailla.

 Sue creazioni sono anche la croce da tavolo d’argento (2003), realizzata con la tecnica della fusione a cera persa, e la croce pettorale reliquiario in oro (2004) dedicate e donate dalla città di Vittoria a S.E. mons. Paolo Urso, in seguito alla sua nomina a vescovo della Diocesi di Ragusa.

Su commissione della Banca di Credito e Servizi di Vittoria ha realizzato con la tecnica del pastello su carta l’opera La Duna del Re (cm 360x60), oggi l’opera si trova presso la Banca di Lodi a Vittoria.

Barbante si è occupato di tradizioni popolari e di folklore, anche ai fini della valorizzazione e promozione turistica del territorio.

Sue sono le realizzazioni del Corteo di Re Cucco a Scoglitti, e il Presepe monumentale notturno nel centro storico di Vittoria, nonché le infiorate, realizzate nell’ambito dei festeggiamenti dell’anniversario della fondazione di Vittoria (24 aprile).

E’ stato per diversi anni Consulente Culturale del Sindaco di Vittoria e in diverse occasioni, ha allestito mostre tematiche sulle tradizioni, sugli usi e i costumi, sul lavoro, su avvenimenti storici, sul patrimonio artistico, sulle feste religiose, e sulla storia della città di Vittoria e della provincia di Ragusa.

Ha curato per vent’anni i costumi e le scenografie della Sacra Rappresentazione del Venerdì Santo di Vittoria.

Organizzazioni

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Giunta comunale

La Giunta Comunale è l'organo di governo del Comune ed è composta dal Sindaco, che la presiede, e da sette assessori

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Dichiarazioni patrimoniali del soggetto

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